"Da 60 anni siamo attenti che il sapore del Mare sia servito intatto nei nostri piatti."

Siamo una famiglia all’antica, che ha sempre lavorato onestamente per poter vivere abbastanza bene. Ma quanti sacrifici!
Nostro padre Elviro, classe 1910 e la mamma Caterina, nata nel1916, si conobbero negli anni ‘30.

Fin da bambino il babbo andava per mare, al largo di Riccione. Durante la pesca, fra una calata e l’altra delle reti, andava sottocoperta a fare un pisolino. Da questa abitudine venne chiamato “e Gher“ (il ghiro).
Questo soprannome ha contrassegnato la nostra famiglia e anche la nostra attività.

Babbo e mamma si sposarono giovanissimi, non senza difficoltà poiché lei, secondo la famiglia, era troppo bambina (aveva 16 anni). Dopo il matrimonio continuarono ad andare a pesca per guadagnare qualche soldo.
La mamma, donna forte e coraggiosa, faceva il mozzo a bordo e nel pomeriggio girava nelle vie di Riccione a smerciare il pescato.
Con la nascita dei primi figli, i gemelli Carlo e Antonio, avvenuta il primo aprile 1938, la vita diventò più dura, perché tirare avanti con due bambini piccoli e tanta miseria non era facile.
La mamma dovette continuare a vendere il pesce con un carretto di legno mentre noi stavamo seduti fra le nasse. Poi, nel 1946, arrivò anche il terzo figlio, Sergio.

Negli anni ‘50, in un giorno di mare in burrasca, andammo con la mamma in cima al molo di Riccione ad attendere il rientro del babbo e a pregare. Il mare a volte faceva soffrire chi aspettava a terra, non esistevano mica le tecnologie di oggi! La mamma, che guardava sempre avanti, osservò quel piccolo molo e pensò che sarebbe stato bello creare, proprio lì, un chioschetto dove cuocere il pesce ancora fragrante di mare per offrirlo ai primi turisti, o meglio ai “villeggianti” come si dice va allora, che cominciavano ad affluire sempre più numerosi.

Così il 7 luglio del 1951, 55 anni fa tondi tondi, iniziammo la nostra piccola attività di ristorazione in una baracca alla luce delle candele.
Il pesce era quello ancora vivo pescato da noi. E proprio allora sono nati i primi spiedini di gamberetti, che poi sono diventati famosi e copiati da tutti.

Nostro padre ebbe un’intuizione felice, derivatagli dall’esperienza dei vecchi pescatori che sulla spiaggia arrostivano il pesce appena uscito dalle reti, infilzandolo su bastoncini di legno conficcati nella sabbia accanto a un mucchietto di braci. Per “trasferire la spiaggia” accanto alla nostra baracca,il babbo inventò i “foconi”, grandi fornelli rialzati pieni di sabbia con in mezzo un pugno di braci e attorno gli stecchini di gamberetti, calamaretti, seppioline, sarde e alici piantati verticalmente in modo da ricevere di fianco e non dal basso il calore, mantenendo intatta la loro fragranza; per insaporirli si dava, e diamo ancora, una lieve passata nel pane grattugiato condito con olio d’oliva, sale e pepe, come hanno sempre fatto i vecchi marinai.

Al resto del sapore ci pensava il mare, un mare sapido e generoso come l’adriatico che bagna la Romagna.
Abbiamo sempre tirato avanti con passione, con fatica ma anche con divertimento.
Il chioschetto, chiamato con il soprannome del babbo, “Gher”, a poco a poco si è sempre più disteso sul molo ed è diventato un ristorante con tutti i comfort.
Sono lontani i ricordi di quando avevamo solo una ghiacciaia in legno, quasi una cassapanca, messa all’esterno e legata con una catena perché non la rubassero.
Dal ‘51 a oggi pratichiamo sempre la stessa cucina con poche concessioni alla modernità esagerata. Usiamo sempre gli stessi prodotti, ossia pesce e ingredienti di qualità, e lo stesso metodo di cottura al carbone, come una volta.
Non transigiamo sulla freschezza della materia prima che deve profumare ancora di mare.
I nostri pescatori dicevano:”lo sgombro ha sette sapori, ne perde uno ogni ora”, perciò va mangiato subito, così è migliore e fa bene contro il colesterolo.
Ma, oltre agli sgombri, tutto il pesce azzurro che noi prepariamo per antica vocazione, come i “sardoni”, i “sardoncini”, i tonnetti e i palamiti, è ricco di Omega 3 e quindi favorisce la diminuizione del livello di colesterolo nel sangue. Chi ne fa la “cura” rimane sbalordito, provare per credere !

Accanto agli spiedini, che sono sempre stati il nostro cavallo di battaglia, oggi proponiamo un menù di tradizione marinara romagnola con qualche inserimento più sfizioso, come le tagliatelle condite col “corallo” delle canocchie o la minestrina alle soglioline e altri piatti a base di saporiti pesci, crostacei e molluschi del nostro mare, tra cui gli “schiavoni” (i calamaretti dalla carne più morbida), e le “saraghine”, dette da noi anche “papaline”, ossia le delicate alici di forma ovale che si trovano solo in questa parte dell’Adriatico. Proponiamo anche delicatissime soglioline pescate tra il tratto di mare tra Rimini e Cattolica, le migliori del mondo, e poi code di rospo, paganelli, canocchie, rombi chiodati e “suasi”, cannolicchi (oggi purtroppo sempre più rari a causa della pesca sconsiderata che ne ha ucciso la “semente”), triglie barboni o rossoli.
Ma pure ricciole, aragoste, scampi, gamberoni, e tante altri crostacei e molluschi, tra cui le “poverazze”, le squisite vongole della nostra costiera, e le cozze provenienti dai vivai che si trovano a tre miglia in mare aperto.

Tra i nostri piatti figurano quelli più innovativi come le crudità di pesce e crostacei, e quelli della vecchia tradizione di famiglia come le sogliole tenerissime di giornata cotte al testo, la minestrina di pesce, le zuppe di mare, i passatelli e i tortelli a base di pesce e quelli a base di pesci poveri come i moletti e le mazzole.
E per gustare una buona frittura consigliamo a tutti quella di “zanchetti” e “pelosi”, pesci dalle carni bianche delicatissime.

Questa è la nostra storia e questi siamo noi e i nostri pesci.
Babbo Elviro e mamma Caterina, siamo sicuri, di lassù ci stanno dando una mano.